Circolare n. 253 – Informativa al personale sulla tutela dei lavoratori fragili in corso di emergenza sanitaria da Covid-19
A tutto il personale
Oggetto: Informativa al personale sulla tutela dei lavoratori fragili in corso di emergenza sanitaria da Covid-19
Attraverso la presente informativa si inviano le seguenti procedure operative temporanee per l’identificazione di soggetti con particolari fragilità nei luoghi di lavoro, tenuto conto che vengono adottate nel contesto di assoluta eccezionalità determinato dell’attuale emergenza Covid-19. Esse non possono, in nessuna forma, essere considerate come applicabili anche al cessare dell’emergenza.
I lavoratori fragili sono coloro i quali presentano delle patologie croniche e/o seguono terapie specifiche croniche e/o hanno subito in passato degli interventi e/o presentano delle condizioni morbose specifiche tali da determinare uno stato di immunodepressione o comunque uno stato di salute cagionevole.
Si riporta di seguito, l’elenco, non esaustivo, delle principali condizioni morbose determinanti uno stato di potenziale “fragilità” del soggetto che ne risultasse affetto, nei confronti dell’Infezione da SARS-CoV-2:
- coloro che hanno subito un trapianto;
- chi sta eseguendo terapia antiretrovirale;
- pazienti affetti da patologie croniche come AIDS, EPATITE B/C/D;
- pazienti con immunodepressione congenita o acquisita;
- pazienti in trattamento con chemioterapici e/o radioterapia e/o immunosoppressori/immunomodulatori;
- pazienti diabetici (tipo I e II) in precario compenso glicometabolico;
- pazienti con broncopneumopatie croniche;
- cardiopatici e/o ipertesi scompensati;
- pazienti di età superiore ai 65 anni;
- pazienti con multimorbilità (più patologie coesistenti);
- pazienti oncologici (non in remissione clinica);
- pazienti che presentano patologie autoimmuni;
- donne in stato di gravidanza;
- altre situazioni sanitarie da prendere in esame caso per caso;
Si precisa che l’elenco sopra riportato è a titolo esemplificativo e non è esaustivo: in presenza di dubbi sulla rilevanza di altre condizioni patologiche di ipersuscettibilità, il lavoratore dovrà fare riferimento alle figure mediche indicate (medico di medicina generale e medico competente).
I lavoratori fragili, per il loro stato di salute, nel corso di questa emergenza sanitaria, risultano essere una delle fasce di popolazione più a rischio in caso di infezione da COVID-19.
Per tale motivo, a seguito del DCPM del 17/05/2020, ciascun lavoratore che rientri nella categoria sopracitata è invitato a seguire scrupolosamente quanto indicato dal suddetto DPCM mediante la seguente procedura:
- contattare (telefonicamente se possibile) il proprio medico curante, che valutata la condizione morbosa del proprio assistito provvederà ad emettere un certificato di malattia con il codice V07.0, che permetterà al lavoratore di rimanere a casa.
- Una volta contattato il medico curante, sia in caso di esito positivo della procedura che in caso il medico curante si rifiuti di eseguirla, contattare, per il tramite della segreteria, il medico competente al fine di richiedere visita medica per valutare la propria situazione clinica ed interfacciarsi con il medico curante per la risoluzione della pratica.
Per garantire il pieno rispetto della privacy, in nessun caso il lavoratore deve segnalare al Datore di Lavoro la specifica patologia/condizione di cui è portatore, limitandosi a dichiarare genericamente di considerarsi soggetto “ipersuscettibile”
In accordo con il Datore di Lavoro, l’RLS e l’RSPP, si provvederà ad affiggere in bacheca, all’ingresso e nei luoghi di raduno tale comunicazione e, ove possibile, a dare comunicazione diretta (tramite e-mail, telefonica o a voce) a ciascun lavoratore al fine di tutelare la percentuale più alta possibile di lavoratori fragili attualmente attivi.
Si ribadisce, infine, la necessità di rispettare con diligenza le procedure per la prevenzione del contagio anche in ambito non lavorativo, in particolare:
- evitare la presenza-frequenza in luoghi affollati;
- indossare la mascherina protettiva: fuori dal domicilio (in particolare quando si rendano necessarie visite in ospedale per visite, esami e/o trattamenti), e sul luogo di lavoro quando non sia possibile rispettare le distanze di sicurezza;
- eseguire un’accurata e frequente igiene delle mani;
- evitare di toccarsi con le mani il viso, gli occhi, il naso e la bocca;
- evitare le visite al proprio domicilio da parte di familiari o amici con sintomi respiratori e/o provenienti da aree a rischio;
- contattare il medico curante non appena compaiono sintomi ascrivibili a infezione delle vie respiratorie (febbre, tosse, rinite);
- attivare, ogni qualvolta possibile, visite in telemedicina per evitare il più possibile, salvo necessità cliniche e/o terapeutiche, gli accessi ai pronto soccorso degli ospedali;
- non sospendere la terapia immunosoppressiva in atto, salvo diversa indicazione formulata da parte del medico curante o dallo specialista.
f.to
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
prof.ssa Laura Gamba












